Legge 214/2011 – “Legge Salva Italia” PDF Stampa E-mail
mercoledì, 22 febbraio 2012
Sulla Guri n. 300 del 27 dicembre 2011 è stata pubblicata la legge 214/2011 meglio nota come "Legge Salva Italia". Ecco alcune novità introdotte dalla norma:
1) DETRAZIONI FISCALI PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA (ART. 4)
La disposizione introduce a regime la detrazione IRPEF del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia sostenute per un importo non superiore a € 48.000,00 per ciascuna unità immobiliare. La norma è inserita in un nuovo articolo 16-bis del T.U. delle imposte sui redditi (TUIR), che riepiloga la disciplina concernente gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, ora contenuta all’articolo 1 della legge n. 449 del 1997, la cui vigenza viene limitata all’anno 2011. La norma, inoltre, con la modifica all’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, proroga al 31 dicembre 2012 le agevolazioni fiscali in materia di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio (nella misura del 55%), mentre a decorrere dal 1°gennaio 2013 si applica la detrazione del 36%, come modificata dal nuovo articolo16-bis del TUIR.
2) DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI (ART. 44)
1) La norma reca disposizioni in materia di sicurezza dei lavoratori: negli appalti pubblici: la nuova disposizione abroga l’art. 81, comma 3-bis d.lgs. 163/2006 e smi che, secondo talune interpretazioni, imponeva l’esclusione del costo del lavoro dal ribasso offerto nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.
2) In tema di varianti, viene introdotto un regime transitorio in relazione all’applicazione della norma prevista dall’art. 4, comma 2, lettere n) e v), d.l. 70/11, convertito in legge 106/11. La disposizione introduce una precisazione in relazione alla copertura finanziaria delle varianti c.d. “migliorative” su iniziativa della S.A..
Si tratta della disposizione contenuta all’art. 132, comma 3, secondo periodo del Codice, in base alla quale sono ammesse varianti progettuali, finalizzate al miglioramento dell’opera, a condizione che la loro possibilità derivi da circostanze sopravvenute ed imprevedibili al momento del contratto e che il maggior importo per finanziare la variante non superi il 5% dell’importo originario del contratto e trovi copertura nella somma globale stanziata per l’esecuzione dell’opera (ad esempio, con l’impegno degli imprevisti o con l’utilizzazione di economie).
Sul punto, l’art. 4 citato precisava che le risorse stanziate ed utilizzabili per finanziare la variante in parola e derivanti dai ribassi d’asta conseguiti dovevano essere ridotte del 50%. In virtù del comma 3 dell’art. 44 in esame, la norma esclude il limite del 50% delle economie di ribasso agli interventi per i quali è già in corso la progettazione esecutiva o l’esecuzione dei lavori; per le opere rientranti nella c.d. “Legge Obiettivo” vengono esclusi, ai fini del calcolo dell’eventuale superamento del limite alle varianti, gli importi relativi a varianti già approvate alla data di entrata in vigore del d.l. 201/11.
3) Il comma 5 dell’art. 44 abroga l’art. 12 della legge 180/11 (Statuto delle imprese), con il quale era stata elevata la soglia di cui all’art. 91, comma 1, del Codice (da € 100.000,00 a € 193.000,00) per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura con la procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, prevista dall’art. 57, comma 6, del d.lgs. 163/06. quindi, oltre la soglia di € 100.000,00 è necessaria l’osservanza delle disposizioni previste dall’art. 91 comma 1 del d.lgs. 163 cit., nonché quelle degli artt. 261 segg. del D.P.R. 207/10.
3) DISPOSIZIONI IN MATERIA EDILIZIA (ART. 45)
Con l’inserimento del comma 2-bis nell’articolo 16 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (T.U. in materia edilizia) viene favorita la celere realizzazione degli investimenti privati per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria a scomputo, escludendo quelle di importo inferiore alla soglia comunitaria dall’applicazione delle procedure di affidamento previste dal Codice dei contratti pubblici.
Dunque, in presenza di precise condizioni, le opere di urbanizzazione primaria funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, di importo inferiore alla soglia comunitaria (€. 5.000.000,00), sono a carico del titolare del permesso di costituire e, come tali, escluse dall’applicazione delle procedure di affidamento previste dal Codice dei contratti pubblici (procedura negoziata con almeno 5 invitati).